Concorso dirigente scolastico


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM n. 138/2017, recante il Regolamento per la definizione delle modalità’ di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso.

La procedura concorsuale si articola in tre fasi:

1) eventuale prova pre-selettiva;
2) concorso di ammissione al corso di formazione dirigenziale;
3) corso di formazione dirigenziale e tirocinio.

Vediamo in questa scheda chi può partecipare al concorso, alla luce di quanto dettato dall’articolo 6 del decreto.

Può partecipare alla procedura concorsuale, il personale docente ed educativo in possesso dei requisiti di seguito riportati:

  • essere assunti con contratto a tempo indeterminato;
  • aver superato l’anno di prova;
  • essere in possesso di diploma di laurea magistrale, specialistica o laurea conseguita in base al previgente ordinamento, di diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica ovvero di diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di istituto secondario superiore;
  • aver prestato un servizio di almeno cinque anni nelle istituzioni scolastiche ed educative del sistema nazionale di istruzione. Ai fini del raggiungimento dei cinque anni di servizio richiesto è possibile computare anche gli anni di precariato.

Si considera anno di servizio, il servizio prestato per almeno centottanta giorni o ininterrottamente dal primo febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.

Altro aspetto importante da evidenziare riguarda il fatto che il servizio può essere stato svolto anche presso le scuole paritarie. Nel decreto, infatti, leggiamo: “… che abbia effettivamente reso, nelle istituzioni scolastiche ed educative del sistema nazionale di istruzione, un servizio di almeno cinque anni …”

Considerato che le predette scuole paritarie fanno parte del sistema nazionale di istruzione, come leggiamo nell’articolo 1 della legge del 10 marzo del 2000, tutto fa supporre che il servizio prestato nelle predette scuole sia valutabile ai fini del raggiungimento del requisito dei 5 anni.

Alla luce dei sopra riportati requisiti, restano esclusi i precari, sebbene abbiano 5 anni di servizio e siano abilitati, ed anche i neo immessi in ruolo, almeno sino al superamento dell’anno di prova.

Fonte Orizzontescuola.it

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